giovedì 3 settembre 2015

quanto mi costi

ramo fecondo della sabbia,
mi turba una rana con la mano nella tasca,

mi osserva dal basso sotto una frasca,
la pioggia la bagna

l'albero che la copre pare una quercia intagliata,
nella visuale umida, si rianima e si muove,
starnazzando nell'oscurità, pare fosse,
un'anatra all'arancia

il primo pezzo lo prendo io,
preferisco le olive insieme all'anca...

il conto grazie

minchia quanto mi costi
anatra maledetta,
 
fosti affogata
nella tua stessa acqua di cottura,
con delicatezza ammorbidii le tue ossa,
a star sotto i miei canini, non si sta comodi...


domenica 17 maggio 2015

ombrelloni


il magma di poppanti urticari siede sulle gambe di mamma

si intasano le strade di mare, e chi non vuol remare
sprofonda nella sabbia mobile con sopra una liana che si ritrae e scompare
 Nuclei impazziti di solitari calvi esauriti
circondano alla coop gli yogurt in scadenza
dal profondo risuonano i tamburi e le sirene della crisi

d'inni d'ospedale


d'inni d'ospedale mi alimento

bisogna aver stile per saper affogare in un bicchiere

la primavera mi viene incontro come una rosa con le sue spine

 

d'ostia potrei vivere in santità fra i muri bianchi e neri

non bisogna mai approfondire i sacri riti per vivere


evitiamo di scavarci l'ennesima lite in differita
un caffè ben fatto può salvare una vita

giro al camposanto



il mio è solo un appuntamento rimandato
versero' sangue quanto basti
a lasciare molli le mie carni

sento che sarà indolore
il tempo di uscire fuori in notturna siepe
e rimandare una voce fra file di pioppi


ulcera del passo divino
passeggio fra odore di cera e lumini accesi

nottambulo in veglia precoce
il marmo la fa da padrone

e quel sentiero che sognavo ad occhi aperti
finalmente lo percorsi ad occhi chiusi

negli attici di serre romane (fine anni 50)

 


il tacco farcito mi batteva sui denti

avevo in sogno Roma con i sui colli

e le 500 in bianco e nero sullo sfondo lucenti


nelle serre romane non tirava vento

ma le luci adombre si riflettevano sui cofani

di sere che non ho vissuto

vivevo quei momenti


eppure nel tramestio notturno

di sanpietrini immobili

dentro di me saliva la sete


in notturna collera

Roma mi agganciava al suo parafango

e sbuffando mi trascinava per le sue vie illuminate di giallo

e col viso a terra, di pinoli secchi, facevo merenda

mercoledì 13 maggio 2015

4 stelle


le giacenze di magazzino
precoci anfratti, misteri suadenti 
respiri a bocca aperta dei tuoi acquisti
 

la lingua s’ingrossa come una palla tonda
a tutti i costi, brami  sortilegi e conquisti
le posizioni di bancomat impazziti 

Acquatti tra i club lounge i tuoi sospiri
derivati nei divani e tessere nella polvere
marketing di raucedine sviti 

accogli in te, elettrizzi
gli aghi impazziti, idrovora del nuovo
non lasci scampo all’ingoio

Le puttane sotto al cavalcavia
ascoltano un ronzio,
sono le tue batterie

lunedì 11 maggio 2015

a buco pillonzi (omaggio alla toscana)

l'aria che si respira a pecorina
libera le mucose dai fastidi del tempo,
si ragiona meglio con il naso libero,
ci vuole un clown per passare in rassegna
l'alzabandiera della mattina

quello che le donne non dicono
è scritto in un libro, bisogna solo trovarlo
spiegazzato e arrotolato, tradurlo con l'inganno
masticarlo con impeto, renderlo docile,
ma è scritto male, di solito ci si arriva con la faccia di maiale

Ci si immagina la dolce euchessina che sprigiona saliva
si rimane imbambolati e duri sulle proprie posizioni
quello che le donne san fare dei letti
val la pena di essere uomini